Emergenza abitativa in Italia: servono 635mila nuove case a prezzi accessibili

L’Italia sta attraversando una grave crisi abitativa che richiede interventi immediati e strutturati. Secondo i dati di Assoimmobiliare, nei prossimi anni sarà necessario costruire circa 635mila nuove abitazioni per soddisfare la crescente domanda di case in locazione, con un fabbisogno di investimenti pari a 170 miliardi di euro. Attualmente, gli investitori istituzionali italiani hanno sviluppato circa 1,7 milioni di metri quadri di edilizia residenziale sociale, equivalenti a circa 24mila appartamenti, di cui la metà concentrata nelle principali città come Milano, Roma e Torino, mentre altri 250mila metri quadri sono già in programma per i prossimi tre anni. La crisi abitativa italiana non riguarda solo l’edilizia residenziale pubblica, ma si estende al social housing, alla cosiddetta “fascia grigia” di chi non riesce ad accedere né alle case popolari né al mercato libero.

Per affrontare questa emergenza non bastano più solo gli strumenti tradizionali come le quote obbligatorie di edilizia sociale o le agevolazioni fiscali, ma servono strategie integrate che includano finanziamenti agevolati dalla Banca Europea per gli Investimenti, capitali pazienti da parte di Cassa Depositi e Prestiti e fondazioni bancarie, oltre a fondi di garanzia pubblici. 

Negli ultimi vent’anni, soggetti come CDP, le cooperative e la Fondazione Housing Sociale hanno contribuito a creare competenze e modelli abitativi innovativi, ma questo slancio si è arrestato a causa dell’aumento dei costi di costruzione, della mancanza di co-investimenti pubblici e dell’assenza di un endorsement politico continuativo. 

Gli esperti del settore chiedono ora un rinnovato patto sociale tra politica e operatori privati, una tassonomia condivisa per definire chiaramente i diversi segmenti dell’housing sociale, e soprattutto che la casa diventi una priorità nell’agenda politica nazionale. 

A livello europeo, l’Italia può fare tesoro dell’esperienza francese, che non separa gli interventi di edilizia pubblica da quelli del mercato privato, creando una strategia complessiva dove i servizi sociali sono parte integrante delle politiche di welfare. La discussione non è più polarizzata tra pubblico e privato, e le diverse prospettive degli operatori del settore stanno finalmente alimentando un dibattito istituzionale costruttivo per trovare soluzioni concrete a questa emergenza abitativa che tocca milioni di italiani.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Per la casa a costi accessibili servono 635mila abitazioni, Paolo Pienotti, 09/06/2025



You don't have permission to register